Pennelli Parole e Stupore

 



A volte vorrei avere tela e pennelli,

perché le parole oggi

mi sembrano scialuppe leggere,

inadatte al mare


La lingua inciampa nel vento,

non sa stendere l’azzurro

senza scolorirlo,

non sa fermare l’acqua che sfugge


Con un pennello partirei da quella linea blu,

l’orizzonte teso come un filo

legato al cielo

Poi le vele bianche, a coppie,

che cuciono aria e acqua

nel mare che si specchia nel cielo


Il colore saprebbe restare

in silenzio, senza consumarsi


Eppure, quando il vento alza le creste

e l’onda incrina il confine

anche la tela trattiene il fiato

tesa davanti alle voci dei bimbi

nell’attesa dello scontro


poi vibra — muta —

sotto le risa degli adulti

che si fanno ragazzi

in quel salto contro l’onda


Il colore trattiene la luce

La parola trattiene il respiro

Io e la poesia, sull'orlo del blu





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