Aprirò lo scrigno
dove avevo scritto il nome
e dove tu sei stato il mio silenzio
Lo chiuderò in una bottiglia
insieme a quel sogno
quello che nessuno sa
Raccoglierò le briciole di nostalgia
che crepiteranno
come foglie d'autunno
Butterò le incertezze
anche se pesanti
come antiche cortecce
Abbatterò a mani nude il labirinto
dove avevo nascosto al mondo
la mia essenza
Vorrei ricostruire un orizzonte
più dolce dove orientarmi
spingendo lo sguardo lontano
Scioglierò il timore di smarrirmi
laggiù, dove le parole risuonano
come un canto dolce
Dove l'eco rimbomba
ancora, al ritmo del mio sentire
che ha modellato i giorni
e le paure, come argilla bianca
Ma...
le tue note vibrano
ancora dentro me
e non so dove le avevo seppellite

Tra le crepe della nostalgia, riconosco ancora la tua voce.
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