Mi sono vista riflessa,
per il tempo d'un fremito d’ali
imprigionata,
poi libera e sollevata
Il confine, tra dentro e fuori
dipendeva solo da me:
dalla prospettiva,
dalla direzione,
una scelta,
dal mio decidere dove stare
Ma non per loro —
anime vuote custodite in abiti bianchi,
spose a lutto di vite sospese,
inermi in gabbie di ferro,
trattenute da ragnatele
visibili e nascoste
Senza più occhi per specchiarsi,
senza bocca per cantare o urlare,
senza un fuori da poter scegliere,
senza futuro da disegnare,
mute, con una storia
da raccontare
Ispirata dall'Opera di Chiharu Shiota

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